Chi sono

Soluzioni olistiche con strategia e tecnologia.

Dal 1975 vivo e lavoro a Varese, appassionato da sempre di fotografia, studio con amore e passione l'arte di fotografare e in breve tempo collaboro con fotografi professionisti in qualità di fotografo e assistente foto cine.
Sono amante della scuola classica di A.Adams che mi è congenita e che mi aiuta a crescere e a capire che, in un mondo dove tutto è a colori gli stessi colori possono essere tradotti in bianconero con molteplici tonalità di grigio.
Realizzo in proprio e utilizzo per i miei lavori apparecchi fotografici particolari (fotocamere a foro stenopeico, zone plates, banchi ottici , folding) impiegando prevalentemente per le costruzioni materiali molto comuni - che fanno riscoprire il gusto della manualità e restituiscono oggetti che per manifattura e uso sono simili a quelli di un tempo.
Originale sperimentatore accanito, affascinato dalla camera oscura, incontro nel mio viaggio nella fotografia numerosi fotografi, artisti e stampatori ai quali mostro i propri lavori per confrontarsi e amplificare la propria percettibilità personale.
Nel decennio 1980-90 lavoro come operatore di ripresa e fotografo freelance.
Dal 2000 collaboro con la rivista "IL FOTOGRAFO" e "FOTOGRAFARE" pubblicando articoli particolari con saggi di stampe eseguite con diverse tecniche - prevalentemente col bianconero tradizionale
Nel medesimo arco temporale, in un mondo volto al digitale, avvio cooperazioni con associazioni culturali presentando con esito positivo l'uso e la diffusione della ripresa con il "foro stenopeico" - attraverso seminari con l'Associazione - Click Art's di Castellanza - e dal 2010 con l'Associazione Fotofficina di Barasso
Corsi sulla fotografia in genere, sulla camera Oscura e sulle Antiche tecniche di ripresa e stampa facilitano l'introduzione di un nuovo progetto già in embrione dal 2009; si tratta di riprese particolari effettuate su vetro e alluminio con la tecnica del Wet Plate Collodion.

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Chi Sono

Fornisco soluzioni personalizzate in base
alle tue esigenze

Lavorare su progetti "in disuso" dopo il passaggio inevitabile da analogico a digitale, ha reso la fotografia almeno per me, ancora una volta stimolante.
Essere in grado di utilizzare grazie alla conoscenza taluni prodotti chimici "semplici" per produrre immagine incredibilmente dettagliate non è un sogno.

Vuoi scoprire come?

La mia conoscenza al vostro servizio

Soluzioni olistiche con strategia, design e tecnologia.

Gioie e dolori della sandracca. Fare una soluzione di vernice da applicare ad un piatto bagnato nel procedimento al collodio umido non è né difficile né impegnativo è invece molto importante. È il punto di non ritorno ad ultimazione del tuo lavoro, il coronamento di in sogno racchiuso su un pezzo di vetro o di metallo. A me piace molto il suo uso così come l’ odore del composto che fluidamente si distribuisce sulla lastra e si diffonde nell’aria. Per prima cosa è necessario sapere come si ottiene la sandracca. E’ una resina trasparente, fragile, di color giallo citrino, ottenuta da una conifera dell’Africa settentrionale. (Callitris quadrivalvis, sinon. Tetraclinis articulata), posta in commercio sotto forma di lacrime e stalattiti; Non c'è bisogno di schiacciare i piccoli pezzi in quanto si scioglie abbastanza facilmente in alcool a 96°. Basta misurare la quantità necessaria e farla scendere in una bottiglia con il giusto volume di alcol. Si può lasciare così per qualche giorno, o anche scuotere la bottiglia più volte per facilitare lo scioglimento della resina che deve essere filtrata diverse volte per ottenere il prodotto di base di un bel colore giallo tenue pronto per l’uso aggiungendo solo il giusto quantitativo di olio di lavanda e pochi millilitri di acqua, ovviamente distillata.

Schegge di storie personali

Dicono di me

img dicono di meLa recensione è un breve testo valutativo e interpretativo di un'opera letteraria, scientifica, artistica, come film, opere teatrali e musicali, di cui analizza gli aspetti contenutistici ed estetici. In genere le recensioni sono destinate ad un vasto pubblico e fungono da ausilio nella scelta di determinati eventi artistici o letterari, fornendone un sunto, una critica a volte una votazione (Wikipedia).


Nel corso degli anni di fotografia - “militante” - , ho conosciuto parecchie persone; a volte ho tentato con caparbietà e con l’ostinazione che mi caratterizza, di approcciare proprio quegli individui i classici “guru” della fotografia tanto per intenderci, al fine di trarre dalla loro accademica preparazione: suggerimenti, pregi e difetti riguardo i miei lavori, le mie sperimentazioni al fine di migliorarmi.
Attraverso il tempo, e con la maturità acquisita con pazienza, riguardo il sapere, la conoscenza, la condivisione e la - sperimentazione -, ho dovuto ravvedermi su taluni “tuttologi” che ritenevo all’altezza della situazione.
In questa circostanza, attraverso le pagine del mio sito, ho l'onore di condividere alcuni pareri quasi una sorta di valutazione riguardo il "mio modus operandi" in campo fotografico. Una sorta di recensione assolutamente gratuita e competente postulata da due amabili amici che stimo tanto e coi quali mi è capitato di collaborare: Beppe Bolchi fotografo professionista e docente di fotografia, ed Enrico Maddalena fotografo, scrittore e tanto altro ancora.
A loro va il mio più sincero ringraziamento.
Gino Mazzanobile

Beppe Bolchi

Beppe 20x25Si definisce Fotografo, ma non è solo un Fotografo.

La Fotografia è parte del suo DNA, sorprende forse che la sua professione sia tutt’altro, legata ad aridi numeri e a un mondo astratto, pur se ormai indissolubile viatico per tutti.

Gino Mazzanobile osserva, riflette, studia, come chiunque dovrebbe fare se vuole occuparsi di Immagine e di Fotografia. Lui sfrutta questa naturale predisposizione per “progettare” e per “costruire”.

Il bello è che la sua finalità sono ovviamente le sue fotografie, ma il suo mezzo è fuori dagli schemi dal mondo della fotografia di massa. Non certo un rifiuto delle tecnologie che hanno portato alla vera e propria invasione che oggi dobbiamo sopportare sul web, ma una sorta di meditazione che obbliga proprio a osservare, studiare, riflettere, ben prima di occuparsi del fatto meccanico del registrare le immagini.

Veramente, nel suo caso, l’aspetto meccanico diventa strumento fondamentale dei suoi progetti.

Apparecchi auto-costruiti, con meticolosità e pazienza. Supporti sensibili fatti a mano, addirittura al momento, il tutto non per mero attaccamento al passato, ma piuttosto perché con l’utilizzo di sistemi e metodi dei primordi della Fotografia desidera riappropriarsi dello sguardo, puro ed estasiato, di quei pionieri che hanno iniziato a documentare la vita, il mondo, le passioni, i sentimenti, filtrati da un apparato che obbliga ad osservare e quindi a cogliere l’essenza piuttosto che la superficialità di cui sono permeati i milioni di fotografie che irrompono nel nostro quotidiano.

Un’altra considerazione deve essere fatta per la sua disponibilità, infatti Gino non ha segreti; quello che ha studiato e realizzato lo mette tranquillamente a disposizione di tutti quelli che desiderano saperne di più, senza gelosie, anzi con rinnovata passione, perché la condivisione è già di per se stessa soddisfazione e appagamento.

Un Fotografo a tutto tondo, quindi, che vale la pena conoscere e frequentare, capace di trasmettere la sua passione e di trasferire la sua conoscenza.

Beppe Bolchi